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UN PERCORSO DI SENSIBILIZZAZIONE SU GAZA

di Greta Picili, Sabrina Rigoni, Nicolas Fanfoni 

Giovedì 16 ottobre gli allievi delle classi quarte e quinte del liceo Soleri Bertoni hanno partecipato alla conferenza tenuta dal professor Gigi Garelli, finalizzata a sensibilizzare ed informare gli studenti riguardo le radici storiche dell’acceso conflitto israelo-palestinese. Garelli, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Cuneo, ha proposto una ricostruzione storica ed accurata della situazione. A partire dal 1948 con la nascita dello stato di Israele e la conseguente Nakba (esodo di 700.000 palestinesi) il conflitto è costellato da guerre, occupazioni e fallimentari tentativi di pace. Dopo la guerra dei 6 giorni (1967) Israele occupò la Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est. Gli accordi di Oslo, siglati nel 1993, promisero uno stato palestinese, che non venne mai realizzato. Israele mantiene il controllo territoriale e amplia le colonie, mentre Hamas governa Gaza dal 2007. Dal 7 Ottobre 2023, dopo l’attacco di Hamas, Israele porta avanti un genocidio ai danni della popolazione palestinese, che resta indifesa davanti alle atrocità giustificate dal governo Netanyahu.

La conferenza ha chiarito molti dubbi e ha stimolato ulteriormente la curiosità degli studenti che, già precedentemente, il 12 e il 22 settembre, avevano partecipato alla mobilitazione indetta a livello nazionale per dimostrare la propria solidarietà alla popolazione palestinese, vittima di un’atroce violenza. A mobilitarsi nel territorio saluzzese sono stati alcuni studenti della classe V DB, che hanno poi coinvolto, nella seconda data, anche studenti di altre classi del Soleri-Bertoni.

“Il mio piccolo ‘io’ può essere utile al cambiamento?”: da questa domanda sono scaturite molte riflessioni. Dichiarano i ragazzi coinvolti: “L’obiettivo era quello di informarci a vicenda e di manifestare il nostro malessere anche qui a scuola, il luogo in cui trascorriamo più tempo”, “È così che si cerca di esprimere il proprio pensiero, il proprio dissenso, il proprio sdegno rispetto alle situazioni che ci opprimono”, e ancora “Nel primo sciopero eravamo una decina, nel secondo siamo riusciti a coinvolgere circa sessanta studenti che la pensavano come noi e che hanno avuto il coraggio di mobilitarsi”. Durante la giornata si sono alternati momenti di informazione e di creatività; racconta una studentessa della V BD: “Abbiamo realizzato dei cartelloni con frasi o disegni di dissenso, composto musica e creato un ambiente piacevole per tutti, senza pretesa ma solo con la speranza che le brutalità in Medio-Oriente possano cessare”.

Nelle due giornate si è creato un profondo legame fra i giovani studenti della stessa scuola, accomunati dalla medesima tenacia, che non sono voluti rimanere indifferenti di fronte alla ferocia del presente.