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LA SCUOLA È VITA

di Arianna Barotto ed Elisa Fino

Dal 26 al 30 ottobre quattro studenti del liceo Soleri-Bertoni di Saluzzo, Arianna Barotto ed Elisa Fino della IV LA, Alessandro Barra e Andrea Martini della IV C, accompagnati dalla prof. sa Giuliana Marchetti, hanno preso parte alle attività organizzate in occasione del Giubileo del Mondo Educativo 2025, in diverse sedi della città di Roma e dello Stato Pontificio (Sala Nervi, Pontificio Istituto Augustinianum, Palazzo Cesi, Università Lumsa, Auditorium della Conciliazione, Piazza Pia).

Dal lunedì al mercoledì, studenti e docenti hanno seguito laboratori e partecipato ad incontri, conferenze ed eventi. All’Auditorium della Conciliazione e sul palco di Piazza Pia, allestito ad hoc, così come nelle aule del Pontificio Istituto Patristico Augustinianum, hanno preso la parola ospiti d’eccellenza, tra cui il Cardinale José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per l’Educazione e la Cultura, Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, l’astronauta Samantha Cristoforetti, che hanno condiviso esperienze di vita  con gli studenti provenienti da tutte le regioni d’Italia e da numerosi Paesi stranieri.
Gli incontri sono stati animati da cantanti, come Annalisa Minetti e il duo Benji & Fede, e ballerini, tra cui i Ping Pong  Pang Crew, oltre che da numerosi atleti olimpici e paralimpici, tra i quali Andy Diaz e  Martina Abaterusso che, con le loro storie, hanno toccato i cuori e ispirato i ragazzi presenti.

Nelle attività laboratoriali, focalizzate sull’educazione e sul ruolo della comunicazione,  gli studenti sono stati suddivisi in gruppi e guidati da giovani tutor (mentor): il gruppo “Orizzonti” (di cui hanno fatto parte gli studenti saluzzesi) ha ridefinito dieci parole chiave legate alla Spes, la Speranza, tema centrale del Giubileo 2025; il laboratorio “Cammini” ha realizzato un elaborato tessile incentrato sulla persona nel percorso verso la Pace; i ragazzi del progetto “Dialoghi” si sono cimentati nella stesura di una lettera da consegnare al Santo Padre in occasione dell’incontro del 30 ottobre in sala Nervi; infine, gli studenti del laboratorio “Elementi” hanno imparato ad utilizzare i propri corpi come strumenti musicali, dando luce ad un suggestivo spettacolo di percussioni corporee.

Gli insegnanti, seguiti dall’équipe formativa territoriale del Lazio, sono stati accompagnati in sessioni laboratoriali, attraverso metodologie come l’Outdoor Education e Digital Storytelling, verso nuove “Traiettorie educative” focalizzate su temi quali la parità di genere, l’accoglienza e la solidarietà, la custodia della casa comune e il rinnovamento dell’economia e della politica, l’ascolto dei giovani.
Studenti e docenti hanno, inoltre, avuto l’opportunità di ammirare luoghi simbolo dello Stato Pontificio, in primis l’imponente Basilica di San Pietro, e della Città Eterna; gli insegnanti, nel pomeriggio di lunedì, sono stati accompagnati alla scoperta di Castel Sant’Angelo, mentre nella serata di martedì i ragazzi hanno partecipato alla visita del Pantheon, sulla cui cupola è stato proiettato un affascinante gioco di luci e suoni ispirato proprio al Giubileo dell’Educazione 2025.

L’esposizione degli elaborati prodotti nelle sessioni laboratoriali è avvenuta nella mattina di giovedì 30 ottobre, quando tutti i partecipanti sono entrati in Aula Paolo VI, la celeberrima sala Nervi, per raccontare la loro esperienza non solo ai compagni, ma anche agli studenti di altre delegazioni, a pellegrini, ad illustri esponenti della Chiesa e, soprattutto, a Papa Leone XIV, che hanno avuto il privilegio di conoscere personalmente. Il Santo Padre, nel suo discorso a docenti e discenti, ha insistito sull’educazione alla Pace “disarmata e disarmante” e ha invitato i giovani ad un uso consapevole e responsabile dell’intelligenza artificiale, che non va mai disgiunta da quella emotiva e spirituale.
È stata un’esperienza unica e irripetibile, che lascerà sicuramente un segno profondo nelle menti e nei cuori delle migliaia di studenti e docenti coinvolti ed, altresì, un’occasione preziosa per i ragazzi di far sentire la loro voce e riflettere insieme con gli adulti sul futuro, sulla speranza e sull’importanza di una comunicazione condivisa tra autorità e generazioni più giovani, al fine di garantire a queste ultime un avvenire più luminoso.