Martedi’ 11 marzo, nell’aula Magna del Liceo Soleri Bertoni di Saluzzo sì è svolto un interessante incontro/confronto tra un gruppo rappresentativo di docenti dell’Istituto e una rappresentanza altrettanto significativa di psicologi, neuropsichiatri infantili , psicoterapeuti, educatori.
L’incontro è stato fortemente voluto dai partecipanti per avviare una tavola rotonda ,intessere riflessioni costruttive sul disagio giovanile e le sue variegate manifestazioni, sempre più in forte aumento, diffondere buone pratiche.
E’ stato moderato dal dott. Salvatico psicologo, presidente del Comitato etico del “Santa Croce e Carle”, delle Asl Cn1, Cn2, e dell’astigiano e dalla Dirigente Scolastica dott. ssa Tugnoli.
In questi ultimi anni i segnali di malessere dei giovani sono stati esplicitatida numerosi fattori, non ultimo anche dalle frequenti richieste di passaggi da una scuola all’altra.
Ci sono ragazzi con buoni o alti potenziali cognitivi ma che non tollerano il fallimento, hanno scarsa autostima, manifestano forme di ansia e attacchi di panico. Nella maggior parte dei casi quello che emerge nei giovani è un forte bisogno generalizzato di attenzione e di ascolto,a fronte di una marcata fragilità.
La Generazione Z che fa riferimento ai ragazzi nati dopo il 2005, i cosiddetti nativi digitali sviluppano disturbi ansiosi molto più di prima.
Serve un discorso ampio su stili di vita, sull’ambiente sociale etc in cui i ragazzi crescono. Né la scuola né la società possono risolvere il disagio manifesto perché non possiamo patologizzare, medicalizzare un’intera generazione.
Come sostiene Umberto Galimberti i ragazzi sono passati dall’ottica del viaggiatore a quella del viandante, non hanno mete, non sanno programmare, temono il futuro.
L’intervento terapeutico degli specialisti, unitamente al prezioso lavoro degli insegnanti si configura sempre più come “insieme corale “, di sostegno anche alla genitorialità.
La scuola rappresenta per gli adolescenti uno strumento fondamentale non solo di formazione, ma anche di definizione di sé; è la palestra che li prepara a diventare grandi ,mettendo in gioco capacità cognitive e relazionali.
Le scuole superiori, poi, in particolare, sono il contesto ideale dove il peso delle aspettative che il giovane sente provenire dalla famiglia, dalla società e da se stesso trova la sua concreta manifestazione.
Spesso gestire queste aspettative diventa davvero impegnativo, soprattutto se ci si percepisce fragili, non in grado di modulare le proprie ansie di crescita e di individuazione.
Il confronto non ha risolto ovviamente il problema del disagio giovanile ma ha creato basi solide per un futuro intervento a più voci, consapevoli sempre più dell’importanza di conoscere i ruoli ,gli interventi dei vari professionisti che interagiscono nelle vite di ciascun giovane e di creare sinergie focalizzate ad unico obiettivo: la crescita armonica dell’individuo.


Personale scolastico