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Il Soleri Bertoni all’incontro “I ragazzi di Villa Emma” per la Giornata della Memoria

Giovedì 23 gennaio, accompagnati dalla prof.sa Botto,  abbiamo partecipato all’incontro “ I ragazzi di Villa Emma- una storia di salvezza” tenuto dalla dottoressa Cristina Filippini della fondazione Villa Emma e Anpi di Modena in occasione della Giornata della Memoria. La presentazione si è svolta nel teatro Magda Olivero di Saluzzo ed è stata incentrata sulle vicende di un gruppo di quaranta ragazzi ebrei provenienti dalla Germania e dai Balcani in fuga dalla guerra e dalla deportazione nazista.

Era  il 17 luglio 1942 quando questi primi fuggiaschi arrivano alla stazione di Nonantola, un piccolo paese in provincia di Modena. Qui sono accolti dagli abitanti e ospitati in una casa di campagna, Villa Emma, all’epoca disabitata. Vengono loro fornite brandine e prime necessità grazie al contributo del parroco Don Arrigo Beccari e del medico Giuseppe Moreali. Nella primavera dell’anno successivo vengono  raggiunti da un altro gruppo di ebrei croati e bosniaci.

A questo punto, per un intero anno, i ragazzi sfuggono alla deportazione nei campi di concentramento, conducendo una vita relativamente tranquilla: si dedicano alla cura della casa, alle lezioni scolastiche impartite dai loro accompagnatori, e si occupano di falegnameria e di agricoltura.

Quando, però, l’8 settembre del 1943 i tedeschi occupano l’Italia, i Nonantolani si rendono conto immediatamente che la villa dev’essere lasciata. Pertanto, gli ebrei vengono prima nascosti nelle case e in un seminario, poi, per paura di eventuali rastrellamenti nazisti, vengono loro fornite nuove carte d’identità per fuggire in Svizzera dove riescono a mettersi in salvo.

L’unico catturato è Salomon Papo, un ragazzo malato di tubercolosi che, una volta giunto in ospedale per ricevere le dovute cure, viene arrestato e deportato ad Auschwitz.

Gli episodi che ci hanno colpito maggiormente sono stati gli aneddoti riguardanti i nascondigli dei ragazzi, poiché hanno evidenziato il coraggio e la solidarietà di un intero paese che li ha protetti, mettendo a repentaglio la propria vita.

E’ stato un incontro toccante e intenso che ci ha fatto riflettere sul valore della fratellanza anche nei momenti più difficili della vita.

In conclusione, riteniamo che sia fondamentale commemorare vicende come quelle dei ragazzi di Villa Emma, per mantenere vivo il loro ricordo e per sottolineare la solidarietà di un paese che non è rimasto indifferente ma si è adoperato per evitare la cattura e la deportazione dei ragazzi ebrei.

 La classe II LB del Liceo Linguistico Soleri Bertoni di Saluzzo.