“Dignità in campo” con i ragazzi del Soleri Bertoni
Una maratona di due giorni per affrontare in modo nuovo le sfide del lavoro stagionale
Martedì 13 e mercoledì 14 ottobre, le classi quarta e quinta del liceo Economico Sociale Soleri Bertoni di Saluzzo hanno partecipato all’Hackathon sociale “Dignità in campo”, realizzato a Saluzzo, nelle scuderie della ex caserma Musso.
L’attività è stata promossa e organizzata dalle agenzie dell’ONU che si occupano del lavoro, insieme all’Unione Europea, al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e ai rappresentanti dei partner locali del Saluzzese.
Di seguito le riflessioni dei 27 ragazzi partecipanti, guidati dalle professoresse Serena Margaria e Mariacristina Colonna, frasi raccolte a caldo e composte come in un mosaico, l’immagine più adatta per esprimere ciò che si è vissuto.
“La vita è troppo corta per passare il tempo con persone che non hanno spirito di iniziativa. Partecipare a questo progetto è stata un’esperienza ricca di sorprese, divertente e illuminante. Ci ha permesso di immedesimarci e di comprendere concretamente la realtà dei vari attori protagonisti del mondo dei lavoratori stagionali, tanto rilevante a Saluzzo. Qui come a Siracusa, noi ragazzi di 17 e 18 anni, abbiamo dovuto metterci nei panni degli imprenditori, degli amministratori locali, dei lavoratori stessi, del sindacato e delle realtà del Terzo settore per affrontare un problema reale e per costruire insieme delle possibili soluzioni. Abbiamo imparato soprattutto a metterci nei panni degli altri, un atteggiamento per niente scontato.
La cosa più bella è stata lavorare in gruppo e confrontarci con persone nuove, diverse da noi, elaborando insieme qualche soluzione per migliorare l’integrazione dei lavoratori stranieri e stagionali nel tessuto sociale ed economico saluzzese. Il lavoro era ben organizzato, piacevole, divertente e costruttivo, anche se in alcune attività abbiamo incontrato difficoltà. Metterci in gioco ci ha insegnato che si può cambiare qualcosa nel concreto attraverso un modo alternativo di lavorare in gruppo. È stato bello sentirci parte di un progetto che ha investito tempo e fiducia in ragazzi giovani come noi e questo ha potenziato la nostra creatività individuale, alimentando la speranza di poter cambiare le sorti del futuro in cui vivremo. Ha anche confermato che la collaborazione e l’unione sono i modi migliori per trovare delle soluzioni alle sfide del presente.
Il nostro motto è stato: Aiutare gli altri per essere felice! Consigliamo a tutti i giovani, completamente assorti nei cellulari, di vivere questa splendida esperienza dal vivo, un’attività di sensibilizzazione necessaria al giorno d’oggi, uno spiraglio di luce in un futuro che ci appare ancora oscuro“.
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Personale scolastico